Bitcoin: il protagonista invisibile del conflitto Russia-Ucraina

Il conflitto tra Russia e Ucraina sta vedendo assolvere sempre di più al ruolo di protagonista la valuta digitale ma non sono i poteri forti a farne il principale utilizzo 

Le criptovalute hanno lo scopo di garantire una maggiore libertà finanziaria per le persone di tutto il mondo. Decidere unilateralmente di vietare l’accesso andrebbe contro il motivo per cui le criptovalute esistono

Portavoce della piattaforma Binance

Nel conflitto tra Russia e Ucraina, cominciato nella notte del 24 febbraio con l’invasione del suolo ucraino da parte delle truppe russe, le criptovalute stanno acquisendo sempre di più un ruolo chiave. Come riporta il Corriere della Sera, il 2 marzo il Bitcoin ha segnato infatti un rialzo di quasi il 20% ma questa impennata non è per niente casuale, anzi. Infatti arriva dopo l’introduzione delle sanzioni sui pagamenti da parte di Stati Uniti e Unione Europea che vietano qualsiasi transazione internazionale proveniente o diretta alla Russia. Questo ha provocato il crollo del rublo del 30% solo nella giornata del 28 febbraio. Ciò che però preoccupa dell’uso maggiore delle criptovalute è il fatto che possano essere usate da enti russi per eludere le sanzioni ed eseguire ugualmente le operazioni che gli sono state vietate. La Casa Bianca ha quindi chiesto alle principali piattaforme di scambio di criptovalute di monitorare gli spostamenti e congelare i portafogli di crypto degli utenti russi che possono potenzialmente stare cercando di evitare le restrizioni. La risposta da parte di queste piattaforme però è stata alquanto debole tanto che Binance, la piattaforma dove si sono registrati i maggiori scambi rubli-Bitcoin, ha affermato che avrebbe si proceduto nella ricerca ed eventuale blocco degli account russi soggetti a sanzioni ma non avrebbe congelato a prescindere i milioni di account di utenti russi estranei a esse perché, come afferma un portavoce della piattaforma: “Le criptovalute hanno lo scopo di garantire una maggiore libertà finanziaria per le persone di tutto il mondo. Decidere unilateralmente di vietare l’accesso andrebbe contro il motivo per cui le criptovalute esistono”. Un’affermazione di questo genere è alquanto forte in un periodo di tale instabilità come questo, cosa ha portato quindi Binance a formularla? Per provare a rispondere ci appelliamo al noto detto che ricorda come ogni medaglia presenti sempre due facce e anche la tematica delle criptovalute sta mostrando le sue: da una parte c’è infatti la preoccupazione di un uso diretto da parte della Russia delle valute digitali la porti a poter aggirare le sanzioni, dall’altro però le criptovalute sono viste come un bene-rifugio da molti civili per mettere al sicuro i propri risparmi dalla svalutazione del rublo ma non solo, sono anche ciò che ha dato la possibilità al governo ucraino di indire una raccolta fondi a sostegno delle proprie spese belliche che ad ora equivale a 20 milioni di dollari. A cercare di ponderare il timore relativamente alla pericolosità dell’uso di una valuta digitale interviene Ferdinando M. Ametrano, CEO di CheckSig e Docente di Bitcoin all’Università Bicocca di Milano, che afferma la scarsa possibilità che le sanzioni possano essere aggirate dall’uso di Bitcoin in quanto quello che si sta osservando “sono solamente piccoli acquisti, probabilmente da parte di comuni cittadini che cercano di salvaguardare i propri risparmi dal crollo del rublo” quindi il Bitcoin sta fungendo da ciambella di salvataggio per i civili piuttosto che da scialuppa per gli oligarchi anche perché operazioni di grandi dimensioni attirerebbero immediatamente l’attenzione. 

In conclusione, l’uso delle criptovalute va si monitorato per eventuali azioni illecite senza però essere demonizzato e politicizzato ma piuttosto inteso come uno strumento rilevante e d’aiuto per i civili, sia russi ma anche ucraini, che in questo momento vedono come troppo concreta la possibilità di perdere da un momento all’altro tutti i propri risparmi.

Fonti: Il Fatto Quotidiano, Corriere della Sera

Marzo 15, 2022

Redazione