Maxi furto di criptovalute: i bitcoin sono sicuri?

Ferdinando Ametrano su We Wealth: «Bitcoin non corre questo rischio.»

Il più grande furto di cripto della storia, valore 600 milioni di dollari, dipende, secondo il direttore scientifico DGI Ferdinando M. Ametrano, da un bug del sistema in cui gli hacker si sono infiltrati. «Bitcoin non corre questo rischio: l’infrastruttura tecnologica è solida e non è mai stata violata. Il caso di Polygon riguarda smart contracts scritti male, pur con un’idea tecnologica ambiziosa alla base non sono veramente “attaccati”, ma semplicemente violati nella loro vulnerabilità. Nel mondo della Decentralized Finance (DeFi) che proclama il codice come unica legge, non parlerei di furti ma dello sfruttamento di clausole scritte in piccolo da parte di chi il codice lo sa leggere».

La vicenda di Poly Network è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo. Ed era stata la stessa Poly Network ad annunciarlo su Twitter, chiedendo agli hacker autori dell’azione criminosa di restituire il maltolto alla comunità. Una vicenda che riaccende i fari sul tema della sicurezza nel mondo cripto, ma che non deve destare preoccupazioni per gli holder in Bitcoin.

La puntuale spiegazione dei reali rischi legati a Bitcoin, e come evitarli, nell’articolo Maxi furto di criptovalute: i bitcoin sono sicuri? a cura di Laura Magna pubblicato oggi su We Wealth.

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