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Stablecoin in euro ed euro digitale possono costruire insieme infrastrutture di pagamento europee a vocazione globale. Per Michele Mandelli (CheckSig), il divieto di rendimento rischia di favorire emittenti extra-UE e di esporre i risparmiatori a operatori non vigilati.

Roma, 28 settembre 2026 – CheckSig, primo operatore cripto italiano autorizzato ai sensi del Regolamento MiCA, è intervenuta il 24 Settembre alla Camera dei Deputati all’evento “Finanza digitale, mercati e sovranità monetaria”, promosso dall’Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”. Michele Mandelli, Managing Partner di CheckSig, ha parlato di stablecoin come strumento di autonomia strategica per il sistema dei pagamenti europeo.

Pubblico e privato, due binari europei

“L’euro digitale è la risposta pubblica. Le stablecoin in euro, emesse da banche e istituti vigilati, possono essere quelle private”, ha dichiarato Mandelli. ”Insieme possono dare all’Europa infrastrutture di pagamento proprie, utilizzabili a livello globale. È una questione di sovranità monetaria, non solo di innovazione finanziaria“.

Oggi il mercato è però fortemente sbilanciato: a inizio 2026, secondo i dati della BCE, le stablecoin in euro valevano circa 450 milioni, quelle in dollari circa 300 miliardi.

Il costo di un divieto rigido

”Escludere per principio il rendimento significa presentarsi a questa competizione con un vincolo che i concorrenti extra-UE non hanno”, ha spiegato Mandelli. ”Il divieto nasce da un’esigenza corretta: un mezzo di pagamento non deve trasformarsi in un deposito privo delle tutele del deposito, ma nel frattempo la domanda di rendimento si è rivolta a token emessi fuori dall’Unione, quasi sempre in dollari, e a strutture che replicano la parità senza dichiararla. Il risultato è che il risparmio europeo finisce dove è meno protetto”.

Mandelli ha infine aggiunto: “La strada più solida è definire condizioni chiare, uguali per tutti gli emittenti vigilati. Un quadro che renda competitive le stablecoin europee conviene all’intero sistema finanziario del continente”.

Le proposte

Per Mandelli l’Italia può contribuire al dibattito europeo in tre modi: portando il tema nella revisione di MiCA in corso, sostenendolo con un atto di indirizzo del Parlamento e avviando, insieme a regolatori e operatori, una misurazione del risparmio italiano che confluisce in token con rendimento emessi fuori dall’Unione.

“Lavorando con banche e istituzioni finanziarie che integrano servizi su digital asset, vediamo ogni giorno quanto i clienti siano pronti per il risparmio digitale”, ha concluso Mandelli. ”La domanda è se sarà servita da soluzioni europee o da altri. Sta a noi non partire già battuti”.

Scarica il comunicato stampa

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